Il martello è uno degli utensili più diffusi è conosciuti nel mondo.
Il suo modo di operare risale al sistema più semplice grazie al quale gli uomini primitivi riuscivano a realizzare oggetti taglianti, ovvero percuotendo una pietra con un’altra di uguale o maggiore durezza.
Alla forma del martello classico (quello “tedesco” di solito da 300 grammi), nella storia ne sono state affiancate delle altre, realizzate apposta per sopperire alle richieste di particolari mansioni. Vediamo alcuni.
Martello da carpentiere

Manico lungo per inchiodare i grossi chiodi in acciaio nelle assi di legno, battente quadrato e punta “a granchio” indispensabile a togliere gli stessi chiodi quando questi si piegano o entrano storti nel legno. Spesso sono dotati di una piccola calamita dalla parte del battente per trattenere il chiodo e permettere di fissarlo nel legno e poi martellarlo usando una sola mano: questo serve per evitare qualunque contatto tra martello e dita che dovrebbero trattenere il chiodo come accade normalmente.
* Ringraziamo l'utente "Master Brico" di E-Bay per averci dato l'autorizzazione ad utilizzare la foto di questo martello.
Martello da muratore
Con un lato a forma quadrata e l’altra a forma di lama orizzontale per spaccare meglio la pietra.
Martelli da carrozziere

Ne esistono di tanti modelli e servono a lavorare la lamiera in ogni sua forma.
Martelli scrostatori

Un lato è dotato di una affilatura verticale, mentre l’altro di un’affilatura orizzontale.
In foto un modello Beta "antiscintilla" (vedi di seguito).
Martello antiscintilla
Possono avere diverse forme perché in diversi settori può essere richiesto di non sviluppare pericolose scintille che potrebbero scatenare esplosioni o incendi. Il materiale utilizzato è una lega rame/berillio.
Mazzetta

Non fa parte della famiglia dei martelli ma delle mazzette, appunto. L’abbiamo comunque inserita in questo articolo perché e pur sempre un oggetto quasi identico ad un martello.
In foto un modello Beta.
Mazzuolo

Con questo termine si indicano i martelli cosiddetti in plastica o in gomma, utili a non rovinare la zona percossa, soprattutto se è in alluminio o materiali poco duri, oppure per meglio fissare grandi pietre o piastrelloni.
In foto due modelli Beta.