Capitandoci fra le mani questo amplificatore (a causa di un potenziometro gracchiante che è stato ripristinato con del normale pulisci contatti senza smontare o aprire il potenziometro) ne abbiamo approfittato per smontarlo e vedere come la Orange costruisce questi piccolo combo a stato solido dal costo contenuto rispetto ai più "importanti" combo valvolari.
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Pannello potenziometri
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Vista posteriore
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Scheda elettronica
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Finale di potenza
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Modello e data
su PCB
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Cono vista
anteriore
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Cono vista
posteriore
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Unità riverbero
a molle
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Molle riverbero
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Modello riverbero
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La qualità costruttiva è sicuramente elevata. Non vengono usati legni multistrato (ed è ovvio in un prodotto dove il costo finale deve restare contenuto) ma
truciolato e nobilitato (che sarebbe un truciolato con scaglie molto fini e dal colore finale marrone) che sembrerebbe di ottima qualità.
Il
collante utilizzato per fissare i pannelli (in foto si vede il suo colore marrone scuro) è molto duro, come se fosse una sorta di resina.
Il tolex, la iuta frontale, la maniglia e gli angoli paracolpi (in acciaio nero) sono di buona fattura.
Passando alla
scheda elettronica, è da lodare che impresso sulla stessa, accanto ad ogni condensatore viene riportato il suo valore. Questa accortezza permette di riparare l'amplificatore senza avere lo schema elettrico a portata di mano e nel caso in cui uno di questi componenti dovesse scoppiare o invecchiare a tal punto da non poter più leggere il suo valore.
Sul
cono (o speaker) è impresso il codice "SP1040R", che molto probabilmente significa:
- SP: speaker (marca anonima)
- 10: misura del diametro in pollici
- 40: watt RMS (Root Mean Square)
- R: ?
L'impedenza è di 4 ohm.
L'unità riverbero a molle è di una marca che non conosciamo (se qualcuno lo sapesse e ce lo volesse comunicare tramite e-mail, gli saremmo molto grati).
E' un modello a due molle semplici, ovvero è del tipo corto (il tipo lungo è realizzato con 2+2 o 3+3 molle) ed è installato verticalmente su uno dei due pannelli laterali della cassa.
Purtroppo il trasformatore di alimentazione crea un leggero ronzio proprio attraverso il riverbero (con il riverbero disinserito non si avverte nulla); per risolvere il problema si potrebbe provare a rivestire l'esterno dell'unità riverbero con del nastro di alluminio.
Unico
"difetto", oltre a quello del ronzio dell'alimentatore, è la zona dove è presente il connettore IEC C14 detto anche VDE, ovvero quello da cui entra la 220 volt. Questa zona non è rinforzata, per cui si nota subito che il connettore da inserire va spinto piano, "giocandoci" un po', e non spingendo forte in un'unica soluzione.