Specifiche SAE e API degli oli motore per moto 2T e 4T

Capire le specifiche di un olio lubrificante è molto importante per valutare se quello specifico lubrificante è adatto o meno al motore della nostra moto.

Innanzitutto gli oli lubrificanti per motori si dividono in: minerali, semi-sintetici, sintetici. I minerali derivano completamente dal petrolio greggio raffinato e non sono adatti ad un motore motociclistico perchè la sua composizione non garantisce l'adeguata lubrificazione in rapporto alle alte sollecitazioni di questi propulsori.
I semisintetici (o detti anche a base sintetica) possiedono una base d'olio sintetica, cioè attenuta modificando in laboratorio l'olio base e ottenendo così un olio di sintesi, più degli additivi minerali.
I sintetici, infine, sono lubrificante completamente di sintesi, sia nella base che negli additivi.

La differenza nell'usare un tipo piuttosto che l'altro sta nella capacità di proteggere un motore in rapporto alle sollecitazioni alle quali è sottoposto infatti gli oli minerali sono destinati maggiormente a motori con basse potenze specifiche contrariamente a quelli delle moto che hanno elevatissime potenze specifiche e per i quali è preferibile utilizzare sempre oli completamente sintetici anche se si tratta di moto meno potenti come le custom; i lubrificanti sintetici resistono maggiormente alle forti pressioni esercitate da pistoni e bielle su bronzine e ingranaggi, e mantengono elevate le proprie caratteristiche a parità di chilometraggio.

Gli oli lubrificante per moto (e auto) riportano sulla confezione una etichetta adesiva sulla quale sono indicate due sigle: SAE ed API.
La specifica SAE prende il nome dalla Society of Automotive Engineers è indica la viscosità dell'olio ovvero la capacità di scorrere sulle superfici, in altre parole il suo attrito interno.
La viscosità aumenta a freddo mentre si riduce a caldo (l'olio diventa più fluido) ma da anni la tecnologia ha messo a disposizione oli multigradi cioè che garantiscono una eccellente lubrificazione sia a freddo che a caldo. A noi non resta che scegliere il range di temperatura giusto per il luogo in cui utilizziamo la nostra moto.

Sull'etichetta di una confezione di olio potrete trovare una sorta di numerazione come queste: 10W40, 20W50, 15W40, 15W50 ecc. Il primo numero indica la classe di viscosità assegnata a quell'olio a -18 °C mentre il secondo la indica a +100 °C (la "W" sta per "Winter", inverno). Teoricamente l'olio perfetto sarebbe il 0W60 ma in commercio non esiste (chissà se mai esisterà) e bisogna precisare che oli con un range molto ampio, come ad esempio il 5W50, sono molto complessi e molto difficili da ottenere, sono lubrificanti che pur garantendo ottima lubrificazione, possiedono una viscosità instabile e necessitano di additivi molto particolari e costosi per contenerla.

A differenza di un'auto, il cambio delle moto viene lubrificato con lo stesso olio che lubrifica il motore e la viscosità influenza anche il cambio delle marce.
L'olio che meglio si adatta a lubrificare sia motore che cambio è il 15W50 perchè a freddo garantisce un arrivo dell'olio in testata abbastanza veloce e a caldo né motore né cambio ne risentiranno.

Altra particolarità degli oli per moto è che possiedono degli additivi EP (Extreme Pression) che garantiscono una ottima lubrificazione degli ingranaggi del cambio e, nel contempo, non contengono additivi modificatori di attrito (ovvero che riducono gli attriti tra i metalli) perchè la maggior parte delle moto ha la frizione in bagno d'olio e questo non sarebbe salutare a questo componente.

La qualità di un olio viene preceduta dalla sigla API (American Petroleum Institute) che ha standardizzato l'indicazione di qualità.
Dopo la sigla API trovate altre lettere, potreste trovarne una coppia sola oppure due coppie; una indica la qualità per motori benzina e l'altra per motori diesel.
Da precisare che oggi tutti gli oli lubrificanti sono idonei sia per i benzina che per i diesel.

La lettera S indica la qualità per i motori a Benzina; la lettera C per i motori Diesel. Questa lettera è subito seguita da un'altra che indica la qualità.
Per le moto con frizione in magno d'olio non si devono superare qualità SH (la maggior parte è SG e va benissimo) perchè sarebbero lubrificanti con additivi riduttori di attrito.
Nel caso di moto con frizioni a secco potete anche usare lubrificanti che superano la specifica SH (oggi, 04/2007, siamo alla SM) e se il cambio è separato e viene lubrificato da un olio specifico, nel motore potete mettere tranquillamente lubrificanti automobilistici.

Quando siete al supermercato, dal ricambista o dal vostro meccanico, non badate alla MARCA di olio perchè tutti gli oli di marche famose e conosciute sono ottimi. Voi controllate di più la viscosità e la qualità. Se i tragitti che compiete sono brevi, soprattutto in inverno è meglio mettere un olio più fluido come il 10W40; in questo modo avrete un cambio che si impunta meno nei cambi marcia. Viceversa accade in estate per i lunghi tragitti.

Importante
Un olio sintetico, deve riportare sulla confezione una delle seguenti scritte: 100% sintetico, full synthetic, totalmente sintetico o altre diciture simili.
In caso contrario la sola scritta "sintetico" indica un olio semisintetico.

 

AGGIORNAMENTO e RIVISITAZIONE - 26/SET/2017

L'olio lubrificante è sempre stato un liquido di fondamentale importanza per il funzionamento di qualunque motore a combutione interna.

I principali requisiti che un lubrificante deve avere sono:

  • Tenere separate le superfici in tutte le condizioni di carico, temperatura e velocità minimizzando così l'attrito e l’usura.
  • Asportare il calore tra le parti in movimento contribuendo al raffreddamento di tutto il motore.
  • Essere capace di mantenere inalterate le proprie caratteristiche chimico-fisiche fino al successivo tagliando.
  • Proteggere le superfici dall'attacco di prodotti aggressivi formatisi durante l'esercizio.
  • Detergere e disperdere residui e morchie che si possono formare durante il normale funzionamento del motore. 

MOTORE A 4 TEMPI

Il brevetto del primo motore a 4 tempi risale al 1876 ma è solo dalla fine degli anni ’80 che gli oli lubrificanti hanno richiesto ingenti investimenti in Ricerca e Sviluppo da parte delle società petrolifere. Infatti è proprio da quegli anni che le case automobilistiche hanno avuto un costante aumento di vendite di motori turbo diesel con sempre maggiori potenze specifiche (passando da una media di 40 cavalli/litro* negli anni ’80 ai quasi 100 cavalli/litro* di oggi), e questo ha richiesto oli sempre più tecnologicamente avanzati.

CLASSIFICAZIONI

Rispetto agli oli motore per il settore auto, quelli per moto e scooters richiedo caratteristiche diverse, quindi diverse saranno le sigle da controllare par capire se l’olio che abbiamo di fronte è adatto al nostro veicolo.
Per i motori di moto e scooters 4T si usano le specifiche SAE, API, JASO.

SAE (Society of Automotive Engineers)
Fondata in America nel 1905, la SAE è stata la prima società al mondo a raggruppare tutti i costruttori di automobili.
La specifica SAE indica il grado di viscosità di un olio utilizzando due numeri separati da una “W” (Winter).
Ad es.
- Un olio SAE 10W40 è in grado di garantire una sufficiente lubrificazione con temperature esterne che vanno da -25 °C a  +40 °C.
- Un olio SAE 10W50 è in grado di garantire una sufficiente lubrificazione con temperature esterne che vanno da -15 °C a  +50 °C.

In realtà la scelta della viscosità non riguarda solo le temperature esterne ma soprattutto la capacità di raggiungere tutti gli organi del motore nel minor tempo possibile dopo il primo avviamento a freddo, anche nel caso di temperature molto miti.

La gradazione 10W50 è maggiormente usata nelle moto perché:
1) il cambio è quasi sempre lubrificato dallo stesso olio, quindi è importante che rimanga sempre abbastanza denso sia per assicurare una buona lubrificazione agli ingranaggi, sia per mantenere gli innesti delle marce sufficientemente precisi e silenziosi.
Chi utilizza la moto anche inverno potrebbe preferire un 10W40 o 5W40.
3) la presenza diffusa di frizioni in bagno d’olio obbliga i produttori di lubrificanti a studiare delle formulazioni che evitino ai dischi di slittare;
2) a differenza degli scooters, che girano costantemente ad un alto numero di giri, con le moto si può scegliere di percorrere i primi chilometri a bassi giri e tirare maggiormente le marce solo quando il motore sarà più caldo.

La gradazione 10W40 è maggiormente usata negli scooters perché:
1) il tipo di trasmissione CVT (Continuously Variable Transmission – Trasmissione a Variazione Continua) fa girare il motore a giri molto alti in maniera pressoché costante e continuativa, quindi è necessario che a motore freddo ci sia subito un’ottima lubrificazione ovunque;
2) non avendo la frizione in bagno d’olio (tranne alcuni maxi scooters), l’olio di questi motori è più simile a quello per autotrazione, quindi potrebbe contenere degli additivi incompatibili con le frizioni a bagno d’olio.

Viscosità “esasperate”
SAE 0W60 -
Si può pensare che sia la migliore viscosità del mondo. In realtà è disponibile in commercio solo per accontentare quei clienti che purtroppo non conoscono bene gli oli motore. Infatti un range così ampio pregiudica la qualità generale dell’olio rendendolo poco durevole nel tempo e nei chilometri. Non a caso viene molto usato nelle competizioni dove la sua sostituzione è frequentissima.
SAE 0W20 o 0W10 - Si tratta di lubrificanti adatti solo a temperature estremamente basse e/o per particolari motori del settore automotive. Alle temperature più miti diventano fluidi come l’acqua e non sono in grado di garantire una sufficiente lubrificazione se la casa madre non li ha specificamente prescritti.
A volte vengono usati nelle competizioni molto spinte perché la loro altissima fluidità può regalare qualche cavallo in più.

API (American Petroleum Institute)
Fondata nel 1919, durante gli anni ‘90 ha creato una nuova classificazione riguardante la qualità dell’olio.
I test eseguiti dall’API riguardano la verifica di particolari caratteristiche fisiche, chimiche, di performance, di pompabilità, di evaporazione, di schiumosità, di detergenza, di solidificazione, di resistenza all’ossidazione, di formazione di depositi, di durata, di risparmio di carburante, ecc.
Per gli oli destinati ai motori alimentati a benzina si usa la lettera “S” (uso di Servizio) mentre per quelli alimentati a gasolio la lettera “C” (uso Commerciale). A queste lettere si aggiunge una seconda lettera che indica la qualità: negli anni ’90 si iniziò con “SA” e “CA”, e nel 2017 siamo arrivati a “SN” e “CJ”.
Fino ai primi anni 2000, gli oli per motori con frizione in bagno d’olio non dovevano superare la specifica SG perché dall’SH in poi erano presenti additivi che non garantivano l’attrito tra i dischi. Questo è cambiato con l’arrivo della specifica JASO.

JASO (Japanese Automotive Standards Organization)
Si tratta di un ente giapponese che, tra le altre cose, ha classificato la compatibilità dei lubrificanti con le frizioni in bagno d’olio.
Le sigle utilizzate sono:
- MA, MA1, MA2, oli adatti alle frizioni in bagno d’olio.
- MB, oli non adatti alle frizioni in bagno d’olio perché possiedono additivi modificatori d’attrito.

MINERALE, SINTETICO o 100% SINTETICO ?

Un olio motore è formato da una base più un pacchetto di additivi. Sia la base che gli additivi possono essere di origine minerale o sintetica.
Per riconoscere esattamente questa caratteristica si deve leggere attentamente l’etichetta:
- la scritta “olio minerale” significa che sia la base che gli additivi sono di origine minerale;
- le scritte “olio semi-sintetico”, “olio a base sintetica”, “olio a base minerale” ma anche “olio sintetico” significano che non è un olio 100% sintetico;
- la scritta “olio completamente sintetico”, “olio 100% sintetico” o “full synthetic” significa che sia la base che gli additivi sono di origine sintetica. Questo è l’olio da preferire sempre e comunque perché di qualità nettamente superiore agli altri.

QUANDO SOSTITUIRLO

La regola base è sempre la stessa: l’olio va sostituito al raggiungimento del chilometraggio, o numero di ore, indicato dalla casa madre del veicolo e comunque non oltre 12 mesi dall’ultima sostituzione.
Anticipare di un po’ è sempre consigliato, mentre posticiparlo comporta più di tutto il decadimento delle proprietà detergenti e disperdenti del lubrificante, caratteristiche fondamentali per garantire la pulizia del motore in ogni sua parte.
Un motore internamente sporco è un motore scarsamente lubrificato, che si surriscalda e si usura precocemente. Tutto questo può portare a ingenti e costosi interventi di manutenzione straordinaria. 

MOTORI A 2 TEMPI

La sua invenzione risale al 1879 per opera di Dugald Clerk, ma fu Karl Benz a sperimentarlo per la prima volta un anno dopo.

Come per i motori a 4 tempi, la rivoluzione nei lubrificanti per questi motori è avvenuto verso gli anni ’80.
Prima di questo periodo storico, l’olio consigliato sui Manuali di Uso e Manutenzione era un olio completamente minerale SAE 30 o 40 (consigliato anche per il cambio). Si trattava di oli adatti a motori con poca potenza specifica che però sporcavano molto il motore. Basti pensare che sul Manuale di Uso e Manutenzione della Vespa PX Arcobaleno (venduta in Italia dal 1983 al 1988) veniva consigliato di smontare la testata e la marmitta ogni 4000 km per pulirle dai residui carboniosi causati dall’olio.

Le cose sono cambiate con la Vespa PX del 1998 (con freno a disco anteriore), per la quale veniva consigliato un lubrificante sintetico 2T con specifica API TC++; eppure il motore era rimasto sostanzialmente uguale a quello di 15 anni prima.
Quindi anche gli oli per questi motori hanno fatto salti da gigante, e c’è chi è riuscito ha percorrere fino a 100.000 km con una Vespa PX 150 senza dover mai smontare il gruppo termico.

CLASSIFICAZIONI

Per quanto riguarda l’olio, la grande differenza tra i motori a 2 tempi e i motori a 4 tempi è che nei 2 tempi è previsto che l’olio bruci insieme alla benzina, infatti non si sostituisce ma si aggiunge. Per questo, oltre alla specifica API, che si occupa di valutarne la qualità, la specifica JASO si occupa di rilevare la quantità di fumo che genera durante la combustione.

API (American Petroleum Institute)
La sigla utilizzata è composta da una “T” seguita dalla lettera “A” o “B” o “C” e così via. Al momento gli oli di maggiore qualità hanno la specifica API TC++.

JASO (Japanese Automotive Standards Organization)
La sigla utilizzata è composta da una “F” seguita dalla lettera “A” o “B” o “C” e così via. Oggi gli oli che danno minore fumosità allo scarico hanno la specifica “FD”.

MINERALE, SINTETICO o 100% SINTETICO ?

Per l’olio 2 tempi valgono le stesse indicazioni riportate in alto per l’olio 4 tempi.

N.B.
L’olio motore esausto è altamente tossico per l’ambiente. Se volete dedicarvi al faidate per la sua sostituzione, raccogliete quello vecchio e consegnatelo in qualunque officina oppure contattate il C.O.N.O.E. (Consorzio Obbligatorio Nazionale di raccolta e trattamento oli e grassi vegetali ed animali esausti) per avere tutte le informazioni in merito.

Ti è piaciuto l'articolo? Clicca sul pulsante Mi piace, grazie!

Condividi anche su:

forum bricolage Hai un problema? Chiedi aiuto nel forum di bricolage online .

SPONSOR

Volete pubblicizzare il vostro negozio online?

Bricolage Online mette a disposizione spazi web per inserire recensioni e/o articoli pubblicitari originali di utensili e attrezzature destinati al mondo del bricolage e del fai da te.

Si valutano anche attività di diversa destinazione merceologica.

Gli interessati possono contattarci senza impegno per ricevere tutte le informazioni che desiderano.

SPONSOR

Volete pubblicizzare il vostro negozio online?

Bricolage Online mette a disposizione spazi web per inserire recensioni e/o articoli pubblicitari originali di utensili e attrezzature destinati al mondo del bricolage e del fai da te.

Si valutano anche attività di diversa destinazione merceologica.

Gli interessati possono contattarci senza impegno per ricevere tutte le informazioni che desiderano.