Pinza universale

La pinza e probabilmente uno dei pochi utensili manuali che non richiede alcun tipo di particolare presentazione. Questo perché probabilmente non esiste persona al mondo che non sappia cosa sia e come funzioni.

Una pinza è un oggetto molto semplice ma di enorme utilità in qualunque impiego, perché, proprio come i nostri pollice ed indice, consente di afferrare qualunque oggetto e di stringerlo con altissime pressioni tra le sue griffe.

Proprio per la sua semplicità, le normali pinze (le universali), si dividono solo per il materiale utilizzato nella costruzione e per le loro dimensioni.
Accantonando la questione “materiale” in quanto è ovvio che più il materiale è migliore e maggiore sarà il costo della pinza, vediamo solo le dimensioni che una pinza può avere e come riconoscerle.

DIMENSIONI

La dimensione delle pinze si misura da un capo all’altro di tutta la sua lunghezza (dall’inizio del becco fino alla fine dei manici) e si esprime in millimetri. Quelle più utilizzate in vari settori sono le 180 e 200 mm; raramente vengono impiegate quello da 160 e ancora meno quelle da 220. Diciamo che le misure 180 e 200 sono quelle che più si adattano ai diversi lavori che sia un professionista che un hobbista si trovano a svolgere durante l’orario di lavoro o il tempo libero.
La misura da 160 può tornare utile in lavori dove lo spazio a disposizione è inferiore, mentre la 220 può servire per afferrare oggetti più grandi e difficilmente manovrabili con una pinza più piccola.
Non dimentichiamo però che le pinze da 160 e 180 sono facilmente utilizzabili anche da chi ha le mani piccole o poco forti; la 200 è anch’essa facilmente manovrabile ma non come le misure più piccole, e la 220 richiede delle mani più grandi e forzute, anche perché non avrebbe senso acquistare una pinza da 220 per poi utilizzarla in lavori dove vengono afferrati piccoli oggetti. MANICI

I manici delle pinze sono importanti quanto la qualità della pinza stessa.
Spesso i produttori possiedono in catalogo delle pinze dove la parte ferrosa quasi identica tra tutte, mentre i manici (che rivestono i due bracci da impugnare) sono differenti.
Ed esempio, prendiamo una pinza universale del conosciuto marchio Beta: come potete vedere dalla foto, la parte ferrosa è molto simile (cambia un po’ la forma e la finitura superficiale) mentre i manici sono nettamente diversi:
Diverse pinze universali con diversi manici a confronto
  • n° 1: normali manici in gomma sottile;
  • n° 2: manici più grandi realizzati con 2 materiali;
  • n° 3: manici come la n° 2 ma realizzati con 3 materiali;
  • n° 4: manici adatti a resistere ad un voltaggio di 1000 volt (notare la maggiore protezione per la mano tra il materiale giallo e rosso subito prima che incominci la parte ferrosa).
A parte i manici destinati ad isolare la pinza per lavori su zone elettriche (pinza n° 4), a parità di grandezza della pinza, i manici della n° 1 non permettono nemmeno lontanamente di imprimere la stessa forza che è possibile esercitare con i manici della n° 2 e, ancora di più, con quelli della n° 3.
Inoltre i manici grandi e morbidi evitano che la pinza possa facilmente scivolarvi dalle mani e che il palmo della mano posso subire dei traumi a causa delle forti pressioni.

ALTRE PINZE

In realtà, con il termine “pinza” vengono prodotti tantissimi utensili la cui unica caratteristica comune è quella di possedere due bracci più lunghi da un lato che devono essere stretti da una sola mano. Ad esempio un’altra pinza che molti hobbisti non dovrebbero farsi mancare e quella regolabile, comunemente detta a pappagallo. Altre pinze possono essere quelle a becchi stretti o a becchi mezzitondi.
Starà ad ogni buon appassionato scegliere le pinze che fanno al caso suo.
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